dal sito abruzzo.indymedia.org
http://abruzzo.indymedia.org/article/6660
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Sono ormai più di due mesi che i dipendenti del corpo nazionale Vigili
del fuoco stanno lavorando al sisma che ha colpito la città
dell'Aquila il sei aprile scorso.
Io sono un vigile del fuoco dell'Aquila e non è facile lavorare tutti
i giorni nella città in cui vivo e vedere le sue profonde ferite.
Ho vissuto le prime settimane in modo molto intenso con i miei
colleghi, ho lavorato senza tregua, stavamo veramente aiutando chi ne
aveva bisogno e questo è stato ciò che ci ha fatto andare avanti, che
ci ha dato il coraggio facendoci dimenticare perfino la stanchezza.
Da più di un mese invece l'esigenza pare si sia spostata solo sulle
chiese fatiscenti ed altri pochi beni culturali (edifici storici o
contenenti affreschi).
Le abitazioni distrutte insieme a quelle poco danneggiate sono state
transennate ed abbandonate, ad aspettare che la pioggia le rovini del
tutto.
I cittadini non hanno più alcun diritto sulle proprie abitazioni,
relegati nelle tendopoli-lager, sono stati tagliati fuori dallo
scenario.
Chi stanzia i soldi decide quali sono le esigenze e dirige i lavori.
Il fine non è aiutare chi è rimasto senza niente. Si cerca la
visibilità (recuperare una chiesa da sicuramente più prestigio che
ridare una semplice abitazione ad una famiglia) oppure aiutare chi è
sicuramente in grado di dare una lauta ricompensa: nel caso delle
chiese i nostri politici hanno fatto bingo.
In questo bel quadretto noi Vigili del fuoco siamo solo delle braccia
e come tutte le braccia mal pagate e senza alcun tipo di assistenza.
Infatti il corpo dei Vigili del fuoco è riconosciuto dall'art. 117
come facente parte delle forze dell'ordine. Tuttavia noi percepiamo
stipendi da cani poiché non compresi nel comparto sicurezza (art.
16Legge 121/81) di cui fanno parte polizia, carabinieri, forestale
(non elenco tutte le altre sottodivisioni che negli ultimi anni sono
spuntate come funghi). La grande differenza tra i vigili del fuoco e
quest'ultimi è che i primi non intervengono con le armi, ma
soprattutto non fanno rientrare soldi nelle casse dello stato
attraverso multe, sequestri e quant'altro. Siamo solo un'inutile spesa
per lo stato.
Dall'inizio del terremoto i nostri turni sono di 24 ore (normalmente
il turno è di 12) e per ora, sono passati due mesi e mezzo, questi
straordinari non ci sono stati pagati.
La motivazione è che i soldi per pagarci non ci sono.
Ma a noi è più che evidente come i soldi (quei pochi che ci sono)
vengano usati per altro, per cose ben più importanti della
retribuzione di chi sta lavorando da oltre due mesi a ritmi sovrumani,
i soldi sono meglio impiegati per i lavori d'ampliamento
dell'areoporto di Preturo, punto di accesso per i “grandi”, o per
l'allestimento di piattaforme per l'atterraggio del Papa che poi
disdice (costituendo una spesa notevole in termini di materiale,
personale e mezzi impiegati).
Da qui i Vigili del fuoco si sono dichiarati in agitazione contro il
Governo ma mantengono il regolare svolgimento degli interventi nel
rispetto delle popolazioni e del nostro lavoro.
I Vigili del fuoco richiedono un aumento dello stipendio: all'inizio
di quest'anno a causa del condono gli stipendi si sono aggirati
intorno a 700-800 euro mensili.
E' difficile viverci con una famiglia a carico.
Inoltre i Vigili del fuoco richiedono attrezzi idonei per effettuare
in modo efficiente gli interventi ed una maggiore cura nella
formazione della nostra preparazione (maggiori aggiornamenti e corsi
di formazione di una durata maggiore di una settimana).
A questa già difficile situazione si è aggiunto lo spostamento del G8
a L'Aquila.
Senza entrare nel merito di altre questioni riporto solo ciò che
rappresenta e sta comportando quest'evento per il nostro lavoro.
I nostri turni che dovevano ritornare alla normalità delle 12 ore si
continueranno a protrarre a 24 (non pagate ovviamente!)
Il nostro campo base centrale che si trovava nella caserma della
Guardia di finanza (ora adibito per ospitare il vertice) è stato in
fretta e furia spostato, nei pressi di Assergi (paesino ai piedi del
Gran Sasso tutt'altro che centrale), comportando l'allestimento ex
novo di strutture e tutto ciò che occorre togliendo tempo a ciò che
dovremmo fare: aiutare le persone nei recuperi.
Come si suol dire...oltre al danno la beffa: un'ordinanza della
protezione civile ci vieta di fermarci a mangiare nei campi prossimi
al nostro intervento (principalmente l'Aquila) costringendoci a
tornare, per mangiare un boccone, nel suddetto campo d' Assergi.
E chiaro come questa misura non faccia risparmiare nè tempo nè
combustibile e come sia davvero poco utile ai fini dell'emergenza e
del lavoro di cui il nostro scosso territorio in questo momento
necessita.
Dopo una assemblea pubblica i Vigili del fuoco hanno indetto una
manifestazioni per il 25 giugno.
Speriamo di ottenere, insieme alla popolazione, un po' più di rispetto.

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