lunedì 29 giugno 2009

Lavoro a L'Aquila e gestione fondI per gli aiuti ai terremotati

Rigiro una lettera mandatami da un amico che lavora presso la Transcom Worldwide S.p.A dell'Aquila (società che gestisce i callcenter). La lettera non è purtroppo firmata per paura di ritorsioni (torniamo alle filande d'inizio secolo!...)

Salve a tutti,

quella riportata di seguito è una ciliegina sulla torta della vergogna preparata dalla "ancora per poco mia" azienda Transcom Worldwide S.p.A!

Subito dopo il terremoto, in tutte le altre sedi Transcom, sia italiane che del resto del mondo, è stata fatta una raccolta di fondi a favore di noi dipendenti terremotati e dei nostri familiari.

L'importo raccolto, pari a circa 48.000 € (Euro quarantottomila), non è di poco conto considerando che si tratta di soldi donati da altri dipendenti che hanno il nostro stesso misero stipendio, ma lasciamolo da parte per il momento.

Ci sarebbe da dire a favore dell'azienda che qualche giorno dopo il sisma ci ha accreditato 1000€ di bonus una tantum per affrontare l'immane tragedia che ci aveva colpito, se non fosse che già a fine aprile se ne è ripresi 200 come "trattenuta acconto Aquila" sulla già esigua busta paga del mese in cui avevamo lavorato solo 6 giorni, nonostante le parole del nostro caro dott. Boggio all'unica riunione all'aperto tenutasi qualche giorno prima (della sorpresa trovata nella busta paga) fossero state "vi abbiamo fatto un prestito di 1000 euro che ci riprenderemo quando l'emergenza sarà finita sennò che ve li avremmo dati a fare?"; ma a questo punto sappiamo che la coerenza con le parole dette non è proprio il punto forte dell'egregio dottore, visto che, nella stessa riunione, ci aveva rassicurato sulla riapertura del sito aquilano per poi annunciarne la chiusura a pochi giorni di distanza!!!

Come noto già a partire da qualche giorno dopo il sisma è stato chiesto a noi dipendenti aquilani di trasferirci temporaneamente e "su base volontaria" nelle sedi di Bari e Lecce (sulla sede di Roma sono stati spostati solo pochi dipendenti "fortunati" per non dire privilegiati), assicurandoci un alloggio da parte della protezione civile (c’è stato persino un appello del dott. Boggio e di Bruno Vespa durante la sua trasmissione "Porta a Porta" affinché venissero trovate delle sistemazioni) e un rimborso spese da parte dell'azienda per i vari spostamenti, visto che l'obiettivo era quello di salvare le commesse lavorative che erano a rischio con la chiusura "temporanea" per inagibilità del sito aquilano.

I "salvatori della patria", che hanno accettato il trasferimento, dopo nemmeno un mese di lavoro, lontano dai cari e dalla loro amata città distrutta, si sono sentiti dire dall'azienda che non c'erano i soldi per poter rispettare gli accordi presi riguardo alloggio e rimborsi vari.

Ma come?

Non era così importante il loro contributo per salvare l'azienda?

Ed ora che si fa?

Beh tranquilli c'è sempre la raccolta fondi sopracitata....vediamo un po' che si può fare!!!

Per la gestione del fondo di solidarietà raccolto è stato creato un comitato con lo scopo di individuare i lavoratori più bisognosi ed in condizioni più disagiate a seguito del sisma (come se sarebbe stato possibile fare una classifica!!!).

Tale comitato è stato così costituito:

- l'azienda era rappresentata dal Country HR Manager Dott. Giuseppe Bertini e dalla Contact Center Manager Marianna Giacobbe,

- per i lavoratori c'erano ben 4 (quattro) dipendenti in rappresentanza di quelli che avevano accettato il trasferimento ed 1 (si avete letto bene, uno ed un solo) dipendente in rappresentanza di noi 309 lavoratori rimasti "a casa" (si fa per dire visto che sono in pochi ad averne ancora una!) senza stipendio e messi in cassa integrazione (che tra l'altro ancora oggi non ci viene accreditata). Il 28 maggio 2009, il comitato si riunisce e dopo un duro lavoro individua finalmente i lavoratori più bisognosi ed in condizioni più disagiate!

Avete dubbi?

Immagino di no...naturalmente si tratta dei pochi poveri lavoratori che, avendo deciso volontariamente di spostarsi sulle altre sedi, hanno continuato a prendere lo stipendio comprese le trattenute e che nelle decisioni prese dal comitato hanno sempre avuto la maggioranza!!! Ma la colpa non è loro ma dell'azienda che l'ha messi alle strette!

I 48.000€ (quarantottomila) vengono così suddivisi in tre fondi di eguale entità, cioè di circa 16.000€ (sedicimila); uno destinato al personale trasferitosi presso la sede di Roma;

uno destinato al personale trasferitosi presso le sedi di Bari e di Lecce;

uno destinato a noi 309 che non ci siamo trasferiti!

Il comitato ha fatto le cose per bene decidendo di dare alle persone che hanno accettato il trasferimento un contributo giornaliero che va dai 3 ai 10 euro a seconda del "disagio" affrontato. Inoltre per quelli di loro che hanno dovuto provvedere ad un alloggio a proprie spese è stato previsto un contributo aggiuntivo di 350€ a testa.

Fortunatamente qualche dipendente trasferitosi e non facente parte del comitato ha avuto la coscienza di rifiutare tali soldi che dovevano avere una ben altra destinazione! Per noi 309 non trasferiti, viste le oggettive difficoltà incontrate dal comitato a reperire specifiche informazioni sulle nostre condizioni e sui nostri disagi, hanno semplicemente diviso i 16.000 € per 309 e così ci siamo visti arrivare un cospicuo bonifico di 51,74€ a testa!!!!

Fu così che l'azienda ha salvato le sue commesse con i fondi di beneficienza!!!

VERGOGNA!!!!

Che ne direbbero i miei colleghi delle altre sedi anche internazionali se venissero a sapere di come sono stati utilizzati i loro soldi?

Aiutatemi a farglielo sapere ed a farlo sapere a più persone possibile!!!!

Un dipendente deluso

giovedì 25 giugno 2009

Sempre sul G8

Mi si dice che molti aquilani aspettano con ansia il G8 perché lo ritengono un evento importante per la città ed una opportunità per la ricostruzione (gli hanno anche detto che il mobilio usato dai grandi della Terra verranno poi loro donati!...) Però, piano piano, sempre più persone si stanno rendendo conto che il G8 a nulla porterà se non fastidi e disagi. Che ne ha ricavato Genova? e non pensi nessuno che si tengano i riflettori accesi su L'Aquila e quindi la si possa ricostruire prima. I sigg. G8 farenno una "favolosa" passeggiata in un tratto di L'Aquila ripulita e puntellata ed in grande fermento di ricostruzione: questo vedrà il mondo, non quello che c'è dietro l'angolo. Mi stupisco che si sia così ingenui. La Speranza è sempre l'ultima a morire, ma nessuno ha mai detto che alla fine anche lei non muoia.

La Scelta.

in DAL CAPOLUOGO
L'Aquila, 25 giugno - Nelle zone terremotate la casa sarà data prima a chi può contribuire alla ripartenza economica dell'Aquila, ai settori produttivi e ai cittadini attivi. "Una scelta difficile", spiega il sindaco Massimo Cialente, ma obbligata: "Dovrò dare le case anzitutto a tutti coloro che possono mettersi ai remi per far ripartire la città. Poi agli altri, compresi gli anziani. E' una scelta difficile, che come sindaco mi tocca fare". Cialente, intervenuto all'assemblea di Farmindustria che si tiene oggi a L'Aquila, in una tensostruttura appositamente realizzata che verrà donata all'Università, ha battuto ancora sul tasto del lavoro: "E' dal lavoro che bisogna ripartire, se necessario mettendo le tende di fronte alle fabbriche... Il 3 luglio - ha annunciato - avremo un primo incontro con l'Ocse per trovare una soluzione e dare risposte sul futuro anche economico di questa città così colpita". In uno scenario di 'crisi drammatica', ha riconosciuto il sindaco, spicca il lavoro delle imprese farmaceutiche presenti sul territorio, 'le prime a ripartire'. http://www.ilcapoluogo.com/e107_plugins/content/content.php?content.17047 ____Capisco tutto, capisco tantro, capisco troppo? ma proprio non capisco che dovrebbero fare i "non produttivi" nel fratempo. Una volta erano "prima le donne ed i bambini" (in realtà i primi son stati sempre i topi, che saranno vili ma non scemi) ora sono coloro che possono dare una spinta alla ricostruzione. Lo ritengo anche giusto ti dirò! Ma la cosa mi suona male. Produttivi de ghe? Gli impiegati? Quelli del Comune e della Regione? o gli operai delle fabbriche? (il grosso capitale privato è stato l'unico a mettersi subito in moto) o i negozianti? (ma non saprei dove potrebbero negoziare). Capisco tutto, ed anche che un criterio si doveva pur scegliere perché le bicocche non saranno per tutti, ma sarà che oramai vedo intrighi per ogni dove, però questo criterio non lo capisco. Quindi un single parrucchiere è più produttivo di un single operaio ma meno di un capofamiglia con prole e mamma a carico che vendeva bottoni e cerniere? Oppure no? non so... Il dubbio mi si sta trasformando in curiosità!.........

Perché chi sta fuori da L'Aquila sappia

Perché chi sta fuori da L'Aquila sappia: http://www.abruzzo24ore.tv/news/Tendopoli-di-Piazza-d-Armi-impedita-nuovamente-assemblea/11618.htm _ Non si parla più di L'Aquila. Non fa più ascolto ed ha anche un po' stancato.... Però si è creata nel quore dell'italia un isola di "gestione straordinaria". Quello che lo Stato non è stato capace di fare contro Cosa Nostra, lo sta facendo IN casa nostra. [inizio a pensare seriamente che lo Stato SIA Cosa Nostra!] Con grande preoccupazione md

mercoledì 24 giugno 2009

SOLIDARIETA' AI VV.F.

dal sito abruzzo.indymedia.org http://abruzzo.indymedia.org/article/6660
------------------------------------------- Sono ormai più di due mesi che i dipendenti del corpo nazionale Vigili del fuoco stanno lavorando al sisma che ha colpito la città dell'Aquila il sei aprile scorso. Io sono un vigile del fuoco dell'Aquila e non è facile lavorare tutti i giorni nella città in cui vivo e vedere le sue profonde ferite. Ho vissuto le prime settimane in modo molto intenso con i miei colleghi, ho lavorato senza tregua, stavamo veramente aiutando chi ne aveva bisogno e questo è stato ciò che ci ha fatto andare avanti, che ci ha dato il coraggio facendoci dimenticare perfino la stanchezza. Da più di un mese invece l'esigenza pare si sia spostata solo sulle chiese fatiscenti ed altri pochi beni culturali (edifici storici o contenenti affreschi). Le abitazioni distrutte insieme a quelle poco danneggiate sono state transennate ed abbandonate, ad aspettare che la pioggia le rovini del tutto. I cittadini non hanno più alcun diritto sulle proprie abitazioni, relegati nelle tendopoli-lager, sono stati tagliati fuori dallo scenario. Chi stanzia i soldi decide quali sono le esigenze e dirige i lavori. Il fine non è aiutare chi è rimasto senza niente. Si cerca la visibilità (recuperare una chiesa da sicuramente più prestigio che ridare una semplice abitazione ad una famiglia) oppure aiutare chi è sicuramente in grado di dare una lauta ricompensa: nel caso delle chiese i nostri politici hanno fatto bingo. In questo bel quadretto noi Vigili del fuoco siamo solo delle braccia e come tutte le braccia mal pagate e senza alcun tipo di assistenza. Infatti il corpo dei Vigili del fuoco è riconosciuto dall'art. 117 come facente parte delle forze dell'ordine. Tuttavia noi percepiamo stipendi da cani poiché non compresi nel comparto sicurezza (art. 16Legge 121/81) di cui fanno parte polizia, carabinieri, forestale (non elenco tutte le altre sottodivisioni che negli ultimi anni sono spuntate come funghi). La grande differenza tra i vigili del fuoco e quest'ultimi è che i primi non intervengono con le armi, ma soprattutto non fanno rientrare soldi nelle casse dello stato attraverso multe, sequestri e quant'altro. Siamo solo un'inutile spesa per lo stato. Dall'inizio del terremoto i nostri turni sono di 24 ore (normalmente il turno è di 12) e per ora, sono passati due mesi e mezzo, questi straordinari non ci sono stati pagati. La motivazione è che i soldi per pagarci non ci sono. Ma a noi è più che evidente come i soldi (quei pochi che ci sono) vengano usati per altro, per cose ben più importanti della retribuzione di chi sta lavorando da oltre due mesi a ritmi sovrumani, i soldi sono meglio impiegati per i lavori d'ampliamento dell'areoporto di Preturo, punto di accesso per i “grandi”, o per l'allestimento di piattaforme per l'atterraggio del Papa che poi disdice (costituendo una spesa notevole in termini di materiale, personale e mezzi impiegati). Da qui i Vigili del fuoco si sono dichiarati in agitazione contro il Governo ma mantengono il regolare svolgimento degli interventi nel rispetto delle popolazioni e del nostro lavoro. I Vigili del fuoco richiedono un aumento dello stipendio: all'inizio di quest'anno a causa del condono gli stipendi si sono aggirati intorno a 700-800 euro mensili. E' difficile viverci con una famiglia a carico. Inoltre i Vigili del fuoco richiedono attrezzi idonei per effettuare in modo efficiente gli interventi ed una maggiore cura nella formazione della nostra preparazione (maggiori aggiornamenti e corsi di formazione di una durata maggiore di una settimana). A questa già difficile situazione si è aggiunto lo spostamento del G8 a L'Aquila. Senza entrare nel merito di altre questioni riporto solo ciò che rappresenta e sta comportando quest'evento per il nostro lavoro. I nostri turni che dovevano ritornare alla normalità delle 12 ore si continueranno a protrarre a 24 (non pagate ovviamente!) Il nostro campo base centrale che si trovava nella caserma della Guardia di finanza (ora adibito per ospitare il vertice) è stato in fretta e furia spostato, nei pressi di Assergi (paesino ai piedi del Gran Sasso tutt'altro che centrale), comportando l'allestimento ex novo di strutture e tutto ciò che occorre togliendo tempo a ciò che dovremmo fare: aiutare le persone nei recuperi. Come si suol dire...oltre al danno la beffa: un'ordinanza della protezione civile ci vieta di fermarci a mangiare nei campi prossimi al nostro intervento (principalmente l'Aquila) costringendoci a tornare, per mangiare un boccone, nel suddetto campo d' Assergi. E chiaro come questa misura non faccia risparmiare nè tempo nè combustibile e come sia davvero poco utile ai fini dell'emergenza e del lavoro di cui il nostro scosso territorio in questo momento necessita. Dopo una assemblea pubblica i Vigili del fuoco hanno indetto una manifestazioni per il 25 giugno. Speriamo di ottenere, insieme alla popolazione, un po' più di rispetto.

In Me I Trust: G8 sì G8 no

In Me I Trust: G8 sì G8 no

sabato 20 giugno 2009

Tancredi for President

tratto da ILCAPOLUOGO.IT L'Aquila, 19 giu - Il sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente, ha conferito al consigliere comunale Pierluigi Tancredi l'incarico per le attività di supporto e raccordo, nell'ambito delle azioni tese al recupero e alla salvaguardia dei beni costituenti il patrimonio artistico della Città dell'Aquila.
Questo è il link con la notizia: http://www.ilcapoluogo.com/e107_plugins/content/content.php?content.16935 ed anche un'altro interessante sempre sul vampiro terracottaro: http://www.e-gazette.it/index.asp?npu=162&pagina=6 Sono oltremodo preoccupato; possibile che con tutto quello ch'è successo possa avvenire una cosa abnorme come questa? Con tutti i comitati cittadini, le proteste, i contatti che si stanno tenendo, il "potere" continua a gestire la res publica come Cosa Nostra? Vogliono arrivare ai forconi ed al ceppo in piazza? A L'aquila piazze ce ne sono tante ed i ceppi li si trova facilmente. Stiano attenti! La prima cosa da fare sarebbe acchiappare il sig. Sindaco e chiedere prima i dovuti chiarimenti, poi esigere un retrofront immediato. Con tutte le persone qualificate a ricoprire un ruolo simile a L'Aquila, deve andare a ripescare un così losco individuo?

venerdì 19 giugno 2009

Pari diritti e pari doveri.

Come non perdere occasione per confermare con le parole quello che tutti pensano di te quando taci.

G8 sì G8 no

Mi chiedevo fin da quando è stato annunciato lo spostamento del G8 da La Maddalena a L'Aquila: “Ma perché sprecare tanti soldi per creare inutili alberghi super lusso abbastanza non a la page in un luogo dove non verranno mai utilizzati (chi ha tutti quei soldi non va in questi posti) e poi buttare tutto per ricominciare da un'altra parte?” Mi son sentito dire “Per risparmiare ed utilizzare quei soldi nella ricostruzione di L'Aquila”. Ma quali soldi? quelli che avrebbero ancora dovuto sprecare o quelli già utilizzati per rivestire di granito veneto gli alberghi galluresi (la Gallura è il maggior produttore al mondo di granito e della migliore qualità!)? "A L'Aquila si potranno risparmiare tutti i soldi necessari per la sicurezza". Ma allora L’Aquila E' una città blindata!!! Ma allora perché si è costruita una nuova strada dall'aeroporto di Preturo fino alla Citadella della Finanza dove si dovrebbe svolgere il G8? E perché i boschi tutt'attorno a L'Aquila son pieni di agenti? E perché non sono ammessi gli "assembramenti" di più di cinque persone? E perché debbo leggere le cose che leggo in articoli come questo http://www.agoravox.it/Abruzzo-pronte-le-suites.html ?? E soprattutto: se dei soldi, ed il Governo dice tanti, era possibile risparmiarli, e l’Italia non è di certo né la Svezia né Montecarlo, PERCHE’ non deciderli di risparmiarli a monte ed utilizzarli… non so…. Per esempio per sciocchezze come le pensioni minime, o gli aiuti alle fasce di popolazione disagiata, o per gli ammortizzatori sociali, o per il rilancio delle piccole imprese, o per il recupero delle evasioni fiscali, o per la scuola, o per gli asili, o per la messa in sicurezza dell’edilizia abitativa, o per le carceri, o per le cancellerie dei tribunali, o…… A questo non so rispondermi se non facendo fantapolitica, e nella fantapolitica non voglio credere.

giovedì 18 giugno 2009

Caro soccorritore dell'Aquila

Ciao Stefano, so che una mia mail ti è stata rigirata da Laura C. ed ho letto le tue obbiezioni di risposta. Non ricordo esattamente cosa dicevi ma mi pare che fosse qualcosa del tipo "Ma chi è che fa circolare queste cose? Io sto dando il mio contributo d'aiuto a L'Aquila e la gente sta benissimo e nessuno si lamenta nelle tendopoli né tanto meno ci sono episodi di violenza o cose simili. La gente dovrebbe stare attenta a diffondere queste parole perché c'è bisogno di coalizione e così non si fa che esacerbare gli animi". Più o meno questo dicevi. Debbo allora dirti che la gente non sta affatto bene. E non tanto per il caldo ed il freddo e la pioggia e perché sono costretti a vivere nelle tendopoli: la gente "si è accorta" che c'è stato un terremoto e sa che non può far finta che debba essere tutto normale. Gli aquilani sono terremotati, non scemi. Quello di cui si lamentano, pochi all'inizio, poi sempre di più fino ad essere diventati oramai tanti, è che le tendopoli sono gestite come "Cosa della Protezione Civile". E non mi riferisco alle basilari regole di gestione di un campo (gli aquilani sanno che sono necessarie), parlo del fatto che non puoi muoverti con autonomia; capita che non possa ricevere visite se hai il cell scarico e non puoi andare all'entrata a prendere i "visitatori" (magari tuo fratello o tuo figlio); non puoi parlare con più di 5 persone per volta perché "non sei autorizzato"; non ti puoi allontanare per un periodo lungo senza avvisare o rischi di essere cancellato dall'elenco della "segreteria"; non puoi andare a mangiare in un altro campo se non previa autorizzazione mattutina da parte del COM (quindi se sei in giro per sbrigare pratiche, cosa già di per sé stessa difficile e stressante o vuoi farti un giro, devi mangiare in una pizzeria, e ti rammento che molti terremotati non hanno entrate, o tornare in tempo alla tendopoli di appartenenza); non puoi mettere avvisi di riunioni o appuntamenti o manifestazioni in bacheca o alla sala mensa o genericamente in giro, perché "non è consentito"; .... Di questo si lamentano gli “attendati”. Inoltre sono spaesati perché non sanno che gli aspetta, come e quando prenderanno i soldi per le ristrutturazioni, per l’autonoma sistemazione o i contributi per le attività chiuse. In due mesi abbiamo compilato tre (TRE) moduli differenti e alla consegna di ciascuno ci hanno detto . Come si può sentire una persona ch’è costretta in una tenda, controllata, che non ha risposte ai timori per il proprio futuro, che si sta lentamente rendendo conto che le promesse fatte dal Governo erano molto Slogan e poco Concretezza , che ha difficoltà a comunicare con l’esterno perché parlare con i cellulari costa (ricordiamoci sempre delle entrate azzerate e le compagnie telefoniche non ti regalano niente) e le connessioni internet sono ancora un’opzione per pochi [a proposito, mi dicono che internet sia stato oscurato… ma di ciò non ho prove dirette, so solo che le connessioni wifi nelle tendopoli non esistono], che vede entrare nelle tendopoli camion pieni di camicie e scarpe ancora inscatolate ma non le vede distribuire e si sente poi dire “che intanto loro non ne hanno bisogno”? Come si può sentire questa persona? Certo che la “lettera di un visitatore de L’Aquila” ha delle calcate di mano, ma nel grosso era veritiera; rispecchia la situazione che si vive nel “cratere sismico”. Ma ti invio il link di un’altra delle tante che sono state pubblicate: http://www.officinavolturno.com/2009/06/15/lettera-dallabruzzo-cara-redazione/ Solo questo volevo farti sapere, perché se tu stai portando dei soccorsi, io nella tendopoli ci ho vissuto e ci vivono molti miei amici, e delle tendopoli ho sentito le voci dall’interno e le cose le ho viste. Dopo di ciò non posso che ringraziarti per quello che stai facendo. Buon lavoro. Marcello Deroma Villa di Mezzo, Picenze (AQ)
IMMEDIATA RISPOSTA: Caro Marcello, ciò che leggo non mi fa molto piacere, io sono mezzo aquilano e casa di famiglia non so neanche come sta. Per mia fortuna è la seconda ed abito a Roma quindi non posso parlare. Io mi occupo, come ingegnere delle verifiche e spero e mi impegno solamente affiche' la maggior parte delle persone che hanno una casa quasi agibile possano tornare in casa prima dell'inverno. Mi piace fare bene e velocemente ciò che faccio. Non riesco ovviamente ad interessarmi di tutto. Tu abiti in un campo? Quale? Io ho lavorato con il COM2 e stao in quello di S. Demetrio fino alla settimana scorsa; tra due settimane mi diranno dove vado stavolte. Io ho soltato in antipatia chi genera terroristmo e chi, peggio, fa uso di tutto ciò per vendere trasmissioni e giornali solo quando il fatto fa scalpore e poi nulla. Diffondere notizie penso che sia una cosa delicatissima. Credo che bisogna stare attenti a diffondere solo ottimismo e notizie utili, anche se nel proprio cuore non lo si prova. Se hai notizie utili alla organizzazione e, perchè no, anche ad una protesta utile, fattiva, fammi sapere e cerchiamo di muoverci. Purtroppo c'e' tanta gente che parla per fare politica e ciò mi ferisce ancora di più, a me non piace chiacchierare o fare politica piace fare. L'unico problema è che in questo cavolo di mondo non puoi fare nulla se non sei una impresa abilitata presso la camera di commercio oltre a tutte le autorizzazioni e le messe in sicurezza... in poche parole anche se la vedi cadere la tua casa non puoi muovere le mani. Questo è brutto e capisco ciò che scrive la signora nella'rticolo che mi hai inviato. In ogni caso sembra che la macchina si sia muovendo, non mi sembra di vedere grossi sprechi e disorganizzazioni. Forse l'unico limite è che ogni mosca che si muove all'interno della città deve essere accompagnata dai VVF e loro non sono infiniti (con tutta la loro buona volnta'); questo mi sembra uno dei limiti della grande macchina. In ogni caso, andiamo avanti ! Saluti Stefano

venerdì 1 maggio 2009

Costa Masciarelli - L'Aquila - 6 Aprile, ore 03:32

L'edificio è del ‘600 con successivi interventi; il piano è il 2° ma con interpiano di circa 4,5 metri. Durante la scossa: forte boato percepito come proveniente dalle murature che parevano animate; movimento percepito come di centrufuga dell'ambiente e successiva oscillazione, accensione di tutte le luci; blocco del passante del portoncino; distacco di parte degli intonaci e di stucchi o mensole in pietra delle scale. Dopo la scossa: oggetti caduti e rotti, altri che gli erano affianco son rimasti integri dov'erano; forti crepe nelle murature verso gli spigoli degli ambienti che hanno rivelato dei tiranti lignei interni alla muratura in mattoni e pietrame; scollamento delle giunzioni tra piani verticali ed orizzontali; caduta a terra degli oggetti contenuti nei mobili da sud-ovest verso nord-est e non viceversa; parziale scollamento dei gradini in pietra con sottostante struttura in ferro dalla muratura; distacco nel vano scale di ampie parti di intonaci; nessuna pressione delle murature sui vani porta (i battenti si aprivano tranquillamente); resistenza all'onda d'urto del lucernaio in vetro del vano scale (6x7 mt. c.)

lunedì 20 aprile 2009

Fronte del Porto

Qui le cose vanno prendendo pieghe strane: metà della gente se n'è andata da parenti lontani o alloggia sulla costa e passa il tempo tra gli alberghi e gli aperitivi nei bar (che pare abbiano già messo i prezzi della stagione estiva). In entrambi i casi non si rendono conto di ciò che succede qui, sia nel bene che nel male; pensano di tornare presto a casa e riprendere la vita di tutti i giorni: poveretti! La città non esiste più! oltre alle case crollate o da ristrutturare, ci sono quelle da rimettere in sicurezza, ci sono le reti di fornitura gas, acqua e corrente, ci sono le fognature, e poi una volta sistemate queste quisquilie, c'è il tessuto urbano e sociale che è andato perso: bar, ristoranti, negozi, uffici, rapporti umani sono tutti andati persi e si sono spostati sulla statale 17 e verso le tendopoli: la sera se vuoi distrarti un minimo dalle mense della Protezione Civile e dalla depressione delle tendopoli, ci sono alcuni camioncini che vendono panini e birra, c'è un kebabbaro e due baretti che sono presi d'assalto dai militari e dai soccorritori che (po'retti! debbono anche loro riaffiatarsi). Quindi puoi prenderti una biretta in uno spiazzo parcheggio pieno di gongolati militari e d’ambulanze: non c'è modo di distrarsi e d'alleviare il pensiero. Chi è rimasto sa che ci vorrà un anno per risistemare qualche casa che sia vivibile e non un mausoleo nel deserto e forse 10, 30 anni perché la città riacquisti un aspetto umano. E nel frattempo? Tentiamo un po' tutti noi rimasti di riprendere le fila di ciò che facevamo, ma non è facile capire quali siano le disponibilità economiche degli aiuti né quali siano oramai i referenti. Tutti vogliono dare il loro aiuto, tutti mettono a disposizione le loro case (ma perché mai dovremmo andarcene a casa di conoscenti o sconosciuti a Bologna, Torino, Belluno, Siracusa, Capri? per non parlare di quelli dei siti gay che vorrebbero andassimo a casa loro per non meglio specificati aiuti.....). Mai sia che al di là di un letto o un paio di scarpe ti possa saltare in mente di chiedere un aiuto come il riallaccio delle linee cablate per la trasmissione dati o di un portatile con chiavetta di connessione.... s’è notato che la cosa non è possibile: hai da mangiare e da vestirti: che altro ti serve nella vita? Le università, i grossi centri commerciali, i rifornitori d'informatica, gli uffici statali, i grossi studi, sono pieni di computer imballati o non utilizzati, ma stanno bene lì. Mandano sacchi di vestiti a volte nuovi e buoni spesso usati, vecchi, a volte sporchi o quanto meno così antichi che neanche un trovarobe del cinema che dovesse fare un film sulla ricostruzione del dopo guerra utilizzerebbe.... Non importa, in qualche modo faremo. Abbiamo recuperato da casa i quadri ed un po' di vestiti, cercheremo di tornare per prendere qualcos'altro, ma qui continua a tremare, ci sono scosse continue anche se non forti (oramai ci siamo abituati e non è bene) e ad ogni scollata le case si aprono sempre di più, quindi se siamo entrati a casa dieci giorni fa, non so se ci faranno rientrare. Inoltre sta facendo sempre più freddo e piove. Piove. Piove. Noi siamo in una casetta di legno 3 metri per quattro nel giardino della casa dei genitori di Carlo a paese, caghiamo in un cesso di ceramica, ma non c'è il gas quindi ci laviamo con l'acqua a temperatura ghiacciaio che si scioglie; potremmo lavarci nella tendopoli dove c'è l'acqua calda, ma è un'impresa lavarsi in un container tra le tende: non ci va. Mejo il capello da pankabestia. Per il resto va tutto bene. Siamo quasi felici e ci sembra di vivere ai primordi della civiltà (certo con lavatrice e PC, ma semplici semplici). O mejo, ci sembra di vivere in un film post atomico dove c'è la tecnologia superstite ma ci si veste di pelli di topo e si barattano i beni o si acquistano con le conchiglie. Tutto sommato è quasi divertente, ma inizio a stancarmi.